venerdì 23 settembre 2011

S. MARIA DEL GIGLIO

La chiesetta come un piccolo e prezioso gioiello attira subito l’ attenzione del passante, anche il più distratto . A pochissima distanza da piazza Umberto, là dove il corso si interseca con via Genova, c’ è la piccola, deliziosa ed accogliente chiesetta di Santa Maria del Giglio, quasi a guardia dell’ antica ed oramai impalpabile, omonima porta che consentiva il collegamento tra la cittadella rinascimentale e l’ antico borgo di Sant’ Angelo.
Il nome è dovuto alla grandissima quantità di gigli presenti nella zona nel passato: anche l’ attuale corso Umberto I, tutt’ oggi, è ricordato come “ la profumatissima via dei gigli”.
Edificata nel XVII secolo,  ha pianta rettangolare a navata unica, con due ingressi: uno in via Genova, l’ altro, oggi murato per esigenze di viabilità, sul corso Umberto.
La chiesetta, posta proprio di fronte al Museo Civico di Mondragone (diretto dal Dott. Luigi Crimaco), è letteralmente eclissata dai molto più imponenti edifici circostanti. Non tutti sanno, però, che al suo interno sono racchiuse opere d’ arte di notevole interesse.
Il prezioso affresco raffigurante la Vergine in preghiera col giglio tra le mani ad esempio: l’ opera è del pittore aversano Paolo Martorano. Offuscata dal tempo, risale agli anni ’30 del XX secolo ma è venuta alla luce solo nel 1982.
Sulla parete di fondo, invece, una nicchia soprastante l’ altare protegge una preziosa statua dell’ addolorata con vesti in tessuto nero e decorate con oro zecchino. La scultura risale agli anni ’50: all’ epoca, nella zona del presbiterio, esistevano stalli in legno per i componenti della confraternita di S.Maria del Giglio, approvata addirittura nel 1778 da re Ferdinando di borbone e avente come emblema tre rose.
La facciata della chiesetta è molto semplice: un piccolo ingresso, sormontato da una bifora e poi da un timpano triangolare.
Il piccolo campanile, anch’ esso a pianta quadrangolare, con una copertura piramidale rivestita di maioliche policrome, si innalza alle spalle dell’ edificio, su residui di mura rinascimentali.
Nonostante la sua disarmante semplicità esteriore, la Chiesetta del Giglio è di sicuro uno degli edifici “più spirituali” di Mondragone poiché spontaneamente invita al raccoglimento e alla riflessione interiore.
 Riesce a conservare intatta tutta la bellezza delle sue origini: nel periodo pasquale, infatti, la chiesetta accoglie la scultura del “Cristo Morto” e il gruppo scultorio delle “Tre Marie”, provenienti ambedue da altre chiese mondragonesi. Suggestive e commoventi processioni, di giovani ed anziani (soprattutto pescatori), accompagnano ancora oggi queste sculture nella loro temporanea dimora del Giglio. 

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