venerdì 23 settembre 2011

LA VENERE SINUESSANA

Una dea o donna bellissima esce dall’ acqua con passo leggiadro ed elegante, quasi regale: solo un velo ne copre il corpo nudo, morbido e sensuale. 
Più di duemila anni ci separano dalla scultura,  eppure l’ immagine marmorea è potentemente viva e ammaliante. Qual’ è il suo nome? Da dove viene? In quali acque rinfresca le candide membra? Chi l’ ha scolpita? Chi raffigura?
Queste e tante altre domande agitano la mente, mai paga di conoscenza e sempre avida di mistero, la quale, insoddisfatta delle risposte date, cerca per sé e da sé verità fantasiose davanti al simbolo più illustre della città di Mondragone.  Ritrovata acefala e senza braccia, un freddo gennaio di cento anni fa, in località Incaldana, dal sig. Leopoldo Schiappa, questa splendida scultura è la testimonianza più viva del lusso e dell’ agiatezza in cui gli abitanti di Sinuessa  vivono durante il periodo pre-imperiale.
Erroneamente attribuita, dall’ illustre professore Spinazzola, che per primo ne ricompose i pezzi mutili allo scultore greco del IV sec. a.C., Prassitele, essa adorna la villa di Marco Tullio Cicerone, che predilige Sinuessa per il clima mite e le trasparenza delle acque ed in particolare a Sinuessa stabilisce la tranquillità del suo ozio,  come fanno i più potenti personaggi della Roma tardorepubblicana.
La statua è unica nel suo genere: a differenza di molte altre Veneri, essa si ispira a concetti estetici in parte contrastanti con i canoni classici. L’ artista greco non conosce il dramma del pensiero filosofico, dimidiato tra reale ed ideale: con la mente contempla l’ immobile perfezione dell’ Idea e con lo scalpello crea nel marmo irreali armonie di linee e di forme che non conoscono la prepotenza delle passioni e la violenza della carne. Invece la Venere Sinuessana   emana il tepore della carne viva e sensuale: il marmo asseconda la pienezza della forma anatomica, vellutata di morbidezza adiposa che dappertutto la fascia con la delicatezza di tocco di un grande artista, degno di essere avvicinato a Prassitele e di esserne stimato l’ allievo prediletto.
Forse il creatore della Venere Sinuessana si colloca nel periodo storico di transizione tra il Classicismo e l’ Ellenismo che introduce nell’ arte inquietudine, dinamismo e realismo.                           

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